III Edizione Premio Internazionale Claudio Gora - 2005

con il patrocinio di

 

 

Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico

con il contributo di

 

>>> Associazione Claudio Gora <<<

in collaborazione con

 

III Edizione Premio Claudio Gora 2007

dall'11 al 15 dicembre 2007 

 

Il PREMIO “CLAUDIO GORA” dedicato al grande attore e regista scomparso nel1998, alla sua seconda edizione prende vita nella neonata  struttura del LABORATORIUMteatro – Centro di Ricerca e Sperimentazione Teatrale, sede operativea dell’Associazione Claudio Gora.
La manifestazione si apre con un ciclo di cinque spettacoli dedicati al teatro di ricerca.
Scopo del premio è individuare , promuovere e sostenere le diverse e più interessanti realtà teatrali italiane.
Hanno partecipato alle passate edizioni , in qualità di giurati : Prof. Vito Michele Abrusci (presidente - Preside della facoltà di lettere e filosofia – Romatre), Omero Antonutti (attore), Antonia Brancati (agente letterario), Andrea Giordana (attore), Sergio Graziani (attore), Luciano Odorisio (regista) e una delegazione di studenti del DAMS.
Il 15 dicembre 2007 si terrà la cerimonia di premiazione

>CALENDARIO>

 

Martedì 11 dicembre ore 21.00

Orchestra Teatralica Associazione Culturale - Roma

ALZHAIMER,ITALIA!

Scritto e diretto da Giovanni Avolio
Con:Giovanni Avolio e Giancarlo Porcari
Direzione musicale:Paola Vanoni
Musiche a cura di Franco Pietropaoli e Paola Vanoni
disegno luci di Mauro Buoninfante

Italia, Oggi. Asparino e MImì sono due migranti italiani, che, dopo aver lasciato le loro case all’inizio della seconda guerra mondiale, decidono di tornare in Patria dall’America. Ma come furono stranieri lì, lo sono anche in questo loro passato paese che sembra non riconoscerli. Attraverso loro si inizierà un viaggio poetico e grottesco tra le stranezze di questa nazione, tra i suoi paradossi, nel suo continuo oscillare tra tradizione e progresso, tra giovinezza e vecchiaia. Alzheimer non è solo il tipo di regia quasi favolistica, come in un sogno ricco di balocchi e di risate, ma è anche come fosse una cittadella dentro la nostra nazione, che più cresce e più…” sa cosa penso? Che questo paese è come un giovane malato. Un giovane con la malattia, quella dei vecchi. Quella malattia che dimentica il passato. Questo paese è malato, è senza memoria.”

Note di regia - Il progetto “Alzheimer, Italia!” come il progetto “Salta l’asino”, cerca di esplorare le radici del nostra paese, attraverso il racconto dei nostri anziani. Lo spettacolo è caratterizzato da un flusso di immagini, brani, partiture fisiche che trascinano lo spettatore in un’ambientazione in continua evoluzione, sorprendendolo attimo dopo attimo. Attraverso l’utilizzo di oggetti quotidiani la regia cerca di dare vita ad un magico viaggio in un universo semantico fantastico. Scale diventano navi, carri, case, treni; scope si trasformano in spade, fucili, persone; dai sacchi escono fantasie recondite e sogni nascosti. Tutto ciò per una regia affetta di Alzheimer. Non solo per il modo in cui racconta la storia italiana, ma anche per il suo sprofondare all’origine dei significati e delle tradizione, in modo incantato e ingenuo. Tra il mimo e la clownerie, la musica dal vivo e il teatro danza, il teatro civile e quello poetico, in un linguaggio proprio del teatro di ricerca, lo spettacolo cerca non solo di fare il punto di questi sessant’anni di nuova Italia, ma anche di svelare le tensioni contrapposte di questo paese.

ORCHESTRA  TEATRALICA Nel maggio 2005 nasce a Roma il progetto culturale Orchestra Teatralica, gruppo indipendente di Teatro di Ricerca. Caratteristica principale del loro lavoro artistico è l’eterogeneità dei linguaggi teatrali e dei percorsi di formazione dei due componenti e di coloro con cui di volta in volta collaborano.L’umiltà e la dedizione, la pazienza e la passione, la gioia del fare sono alla base di un filosofia di lavoro che ama definirsi orchestrale proprio per il tipo di relazioni tra i corpi, le voci, le storie ed i suoni che va ad instaurare.Il loro viaggio partì dai quattro elementi, esplorandoli non soltanto nella loro dimensione naturale ma anche nella loro essenza culturale.
In questo loro viaggio scoprirono inoltre come possa crearsi un legame altro, diverso, profondo tra l’attore e lo spettatore. Comunicare in un susseguirsi continuo di diversi registri, dal grottesco al drammatico, dal poetico all’ironico, senza d’altronde permettere allo spettatore di perdersi in farraginosi ragionamenti o in astruse recitazioni. Privi di scenografie che invadano lo spazio e impediscano lo sviluppo creativo non solo dell’attore ma anche dello spettatore, il gruppo ricerca gli oggetti più comuni e quotidiani per consegnarli nuovi usi e nuovi universi di significato. Una simbologia drammaturgica e scenografica che sia comune e condivisa e che così permetta di muoversi in un universo che, per quanto articolato, ricco, sorprendente, strano, sia comunque conosciuto.La realtà è il mondo in cui si muovono i loro lavori; una realtà diversa, ribaltata, nuova, fantastica. Storie che provengono dagli angoli più remoti della nostra mente, dalle cantine del mondo; come fossero spazzini della memoria che con pazienza e dedizione raccolgono ciò che buttando in un angolo, dimentichiamo.L’Associazione Culturale Orchestra Teatralica si occupa della produzione di spettacoli teatrali che vanno dal Teatro da Palco al Teatro di Strada.

 

Mercoledì 12 dicembre ore 21.00

Edokietora Teatro - Modena

VERSO
Scritto e diretto da Roberta Spaventa
Con:Francesca Iacoviello e Roberta Spaventa
Regia video:Gianpaolo Bigoli
Con: Nicoletta Giberti, Jacopo Galliano,Marco Brianti, Carlo Brianti

Lo spettacolo - In un ipotetico parcheggio di un centro commerciale ( simbolo di un non luogo a-temporale) di notte,  due viaggiatrici solitarie si incontrano, entrambe in attesa dell’autobus che le porterà a destinazione.Una delle due è in viaggio verso la Grecia, sta cercando una casa in affitto.Anche l’altra  è in viaggio, verso casa però: “Sto tornando a casa”, dice all’altra, la quale chiede a sua volta:  “A casa dove?”,  “A Edokietora, ma non so dove si trovi..”. “Bè è certamente in Grecia , Verso..”. Le due donne rimangono in attesa per tutta la notte, proiettate verso il futuro, le aspettative, le loro mete, fin tanto che non mettono a fuoco della loro vana attesa. Decidono allora di utilizzare l’unico mezzo a loro disposizione: una vecchia bicicletta. Anche tale soluzione, però, si rivelerà fittizia, pretesto per una riproposta del rapporto schiavo-padrone. Soltanto  alla fine del loro illusorio tentativo di intraprendere il viaggio, le due giovani donne, grazie ad un evento scatenante, prenderanno coscienza della loro vera meta, ( della loro profonda ferita e di tutte le emozioni associate  e di una interdizione della propria libera espressione in luogo di un loop senza fine).
Solo allora Edokietora si scoprirà essere, non una città, una città dell’antica Grecia, ma il QUI E ORA (dal greco: edò= qui, kai=e, tora= ora) del momento presente e il viaggio si svelerà essere un viaggio verso sé stessi, il viaggio di ritorno a casa del bambino, della sua riscoperta.Il progetto, pur rientrando nella categoria di spettacolo teatrale vede l’utilizzo di diversi linguaggi artistici, dalla video-installazione all’utilizzo scenografico della lavagna luminosa, dal corpo-voce degli attori all’utilizzo scenico di foto-istallazioni.In un primo momento un bambino seduto di schiena sarà il protagonista muto dello spazio scenico, con i sui pensieri, le sue emozioni, i sui ricordi e le sue proiezioni in un dialogo continuo tra i disegni da lui creati e le proiezioni video del suo immaginario. Successivamente avrà inizio la piece teatrale e il viaggio delle protagoniste  verso Edokietora.        
 
EDOKIETORA  TEATRO - Roberta Spaventa  e Francesca Iacoviello insieme ad Alessandra Amerio fondano nel 2001 il gruppo di ricerca teatrale Teatro di FRAG.
Con questa formazione la compagnia produce i: “L’amore di Fedra (Toro discendente Toro)” e “Il Bonsai”, primo e secondo studio.Nel 2004 la compagnia assieme ad altri collaboratori apre un teatro permanente che prende il nome di “Teatro dei Venti”, a Modena.All’interno di questa realtà il gruppo svolge attività di: Lavoro di gruppo attraverso una costante attività di ricerca in sala; produzione dello spettacolo Creature d’azione, primo studio, e dello spettacolo interattivo per bambini La bella addormentata;  diversi eventi per bambini e adolescenti in collaborazione con Comune di Modena, Circoscrizioni e Cooperative; laboratori formativi per diverse fasce di età; organizzazione e realizzazione di rassegne teatrali. Il teatro ottiene diversi riconoscimenti e finanziamenti da enti pubblici e privati per il lavoro svolto.
Nel 2005, Roberta Spaventa e Francesca Iacoviello lasciano il Teatro dei Venti e Fondano Edokietora Teatro.Con quest’ultima e definitiva formazione Edokietora Teatro si dedica ad attività di didattica del teatro e prevenzione, in collaborazione con scuole, istituti di formazione, cooperative ed associazioni; alla realizzazione di eventi e rassegne per bambini, tra cui la rassegna “Un tocco di Mondo”. Nel 2006 in collaborazione con Lady GodivaTeatro realizzano “44, il coraggio della scelta, per la regia di Eugenio Sideri.

Giovedì 13 dicembre ore 21.00

Imploding Fictions – Londra

HAMLETMASCHINE
Con: Hannah Boyde e Samuel Metcalfe
Regia: Philip Thorne e Øystein Ulsberg Brager

Lo spettacolo
Hamletmachine and Man in the Elevator porta gli spettatori in un viaggio teatrale molto vario, nel quale quello che puo’succedere dietro l’ angolo non e’mai prevedibile. Stuzzicando e testando l’immaginazione degli spettatori lo spettacolo si svolge come un incubo selvaggio che puo’ essere allo stesso tempo spaventoso e bello, comico e brutale, incomprensibile e sincero. L’archetipo Hamlet/Ofelia , uomo/donna siede tra le rovine degli stessi loro testi decostruiti. Pelando via strato dopo strato di maschere fittizie e ballate storiche,cercano la loro identita’ mentre passa il tempo.

IMPLODING FICTIONS e’ un teatro collettivo internazionale che mira a produrre un’arte originale d’performance, lavori teatrali, arte viva e arte registrata e anche condurre lavori esplorativi e impegnati in ricerca  teoretica. Noi puntiamo ad armonizzare elementi di un teatro tradizionale con nuove viste da scene d’arte performativa. Attraverso la comunicazione fisica tra teatro, performance e nuove technologie noi desideriamo esplorare la relazione tra il vivo e i media. Usando il dialogo internazionale, noi speriamo di partecipare ad un processo di scambio artistico. I fondatori di Imploding Fictions sono Philip Thorne e Øystein Ulsberg Brager.

 

Venerdì 14 dicembre ore 21.00

Teatro Potlach – Fara Sabina

DIRETTORI D’ORCHESTRA '' La magica fiaba delle quattro stagioni ''
Con: Nathalie Mentha e Maurizio Stammati
Regia: Pino Di Buduo

Lo spettacolo
Formano una strana coppia questi due musicisti mentre provano “ Le Quattro stagioni ” di Vivaldi. Ne fanno di tutti i colori: litigano, fanno a pugni, si riconciliano, si fanno scherzi a vicenda, ma dividono anche la fame e in fin dei conti l’ultimo biscotto. E’ la storia di un’amicizia turbolenta e tenera. Questi “ Direttori d’Orchestra ” se la passano piuttosto male. Attraverso scene comiche, tragiche a volte assurde che si susseguono con ritmo frenetico, spuntano fuori luci ed ombre del mondo degli artisti di varietà dove spesso l’allegra disinvoltura è molto vicina alla miseria.Nelle quattro stagioni i nostri amici attraversano numerose avventure piccole e grandi, sperimentano sulla propria pelle anche l’universo fantastico del sovrannaturale, incontrano un fantasma........Come se la caveranno? Si deve vedere con i propri occhi! Lo spettacolo “ Direttori d’Orchestra ” per la sua ricchezza di situazioni buffe e curiose per il ritmo e i diversi livelli di associazione è adatto per un pubblico di bambini come per un pubblico adulto che lo vedrà in modo diverso ma non meno divertito.

TEATRO POTLACH
Potlach vuol dire scambio, baratto, spreco. È un termine delle tribù nordamericane del nord-ovest, si riferisce alle grandi feste d'inverno, che duravano più giorni e solennizzavano ricorrenze speciali, con canti danze mascherate e banchetti, e un numero infinito di invitati; e terminavano con larga distribuzione di doni agli invitati in cui si esaurivano talvolta tutti i beni del donatore. Al potlach si rispondeva con un potlach a tempo debito.
Il Teatro Potlach, fondato a Fara Sabina (Rieti) nel 1976, è costituito oggi dal regista e fondatore Pino Di Buduo, e da Alessandro Cavoli, Stefano Di Buduo, Lina Gisonna, Nicoletta Grasso, Zsofia Gulyas Elisabetta Lupi, Nathalie Mentha, Lorella Pignattelli, Daniela Regnoli, Micail Snisarenco, Maurizio Stammati

 

Sabato 15 dicembre ore 21.00

Circo Bordeaux – Roma

BACON MODE
Con: Anna Amato,Manuela Congia
Scritto e diretto da: Marco Andreoli

Lo spettacolo
Francis Bacon (1909-1992) è, forse insieme a Edward Hopper, il maggiore pittore del Novecento. Artista assoluto e dissoluto, chirurgo dell’anima, ma soprattutto svelatore cinico, sofferente, crudele, inarrestabile della vera identità dell’essere umano.
Parole al vento, queste. O perlomeno inadeguate per chi non abbia ben presente le sue opere, i suoi shock anafilattici.
Qui si parte dalla vita; anche se questo nostro lavoro, a dire il vero, non ha poi molto a che fare con uno spettacolo biografico. Si parte dall’amore, certo, dall’amicizia, dalla crisi, dalla solitudine. Ma con la piena coscienza che tutto questo materiale finisca per colare inevitabilmente nei quadri di Bacon; con tutta la sua indissolubile maledizione.
Del resto è impossibile capire dove davvero George Dyer smetta di essere l’amante eletto di Bacon per divenire il suo modello definitivo.
E allora c’è anche la volontà di mettere in scena il processo artistico di un pittore e la sua crisi costante.
Una crisi che, nei fatti, può diventare anche la crisi del nostro spettacolo; che in effetti non può risolversi senza parlare di sé stesso e del proprio “farsi” messa in scena.
«Coinvolgente, ironico, graffiante, lo spettacolo racconta in modo originale la quotidianità e i processi creativi dell’artista Francis Bacon […] Le attrici passano continuamente dal livello narrativo a quello meta-teatrale e dal registro espressivo tragico a quello comico e parodistico, in un gioco di ruoli e identità che pennella di violenza la storia personale e artistica di Francis Bacon, la sua travagliata storia d'amore con Dyer e l'inevitabile drammatico epilogo»


CIRCO BORDEAUX
Il gruppo teatrale “Circo Bordeaux” nasce alla fine del 1999 da un’idea degli allievi di secondo anno dell’Accademia Nazionale “Silvio D’Amico”. Sin dall’inizio, tuttavia, l’intento dichiarato del gruppo è quello di sviluppare il proprio percorso sulla base di un repertorio originale e sulla ricerca di linguaggi nuovi. Il primo spettacolo L’America debutta nel gennaio del 2000. Seguono Cento (2001; vincitore della Ia edizione del concorso Espressioni - Regione Lazio), Mezzanotte (2002), Mogano (2002), Compendio Generale (2004; vincitore IIa ed. Espressioni - Regione Lazio), Otello770 (2004) e Hopper Mode (2005; finalista Premio Scenario 2005). È tra le compagnie fondatrici del consorzio Ubu Settete. Dal 2004 è Associazione Culturale.

 

SEGUE CERIMONIA DI PREMIAZIONE